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Benvenuto in questo blog in cui si tratta d'arte e di cultura in generale.
Scritti
 La nostra civiltà, e non solo la nostra, riconoscono all’elemosina un significato fondamentale, per i cristiani esercitare la carità verso il prossimo è un bisogno dello spirito ed un mezzo per raggiungere la salvezza e la vita eterna, per i laici un tentativo di redistribuzione della ricchezza ed una parziale risposta della società al problema della povertà. Tutte le religioni impongono ai propri seguaci l’obbligo di venire incontro ai bisogni dei meno fortunati, la Carità dei cristiani poco differisce dallo Zakat dei mussulmani, uno dei pilastri della fede islamica. Il comunismo si è illuso di poter risolvere le disuguaglianze economiche tra gli uomini, ma il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti e fino a quando esisterà la povertà è dovere di ogni uomo di buona volontà cercare di porvi rimedio. Naturalmente vi è una differenza abissale tra chiedere l’elemosina o cercare di estorcere denaro con protervia ed arroganza, come è il caso dei parcheggiatori abusivi o dei lavavetri. E questa distinzione, chiara ed inequivocabile, va sottolineata con forza, per togliere fiato ed argomentazione ai soliti bastion contrari, sorti come funghi e dediti a proclamare sempre e soltanto il contrario di tutto. Il velleitario tentativo di sindaci coraggiosi di stroncare un racket vergognoso va plaudito e compito dei cittadini è quello di collaborare, facendo confluire il proprio aiuto verso istituti assistenziali specializzati ed affidabili. Prima che l’Italia divenga la terra promessa dei diseredati di tutto il mondo ed una marea incontenibile ci travolga. (Achille della Ragione)
 La chiesa di S. Teresa degli Scalzi con la sua mole maestosa è uno dei tanti monumenti colpevolmente negati da decenni alla fruizione dei napoletani e dei forestieri. Edificata nel Seicento possedeva un monastero tra i più estesi e ricchi di opere d’arte della città che, passato allo Stato, si trasformò nel 1892 in un istituto per ciechi. Un luogo di fede e di preghiera divenuto esempio di solidarietà e fratellanza fra gli uomini. Nei primi decenni offriva unicamente un ricovero ai non vedenti, ma il caso stava per diventare l’artefice di un profondo cambiamento, quando il 24 maggio del 1913 bussò perentoriamente alla porta della famiglia Colosimo e strappò via, nel fiore della gioventù, il giovane avvocato Paolo. Il dolore dei genitori fu straziante, ma dalla sofferenza più atroce nacque il nobile proposito di aiutare i più sfortunati tra gli uomini: i non vedenti nel difficile cammino della loro esistenza. Tommasina Grandinetti in Colosimo, profuse tutte le sue ricchezze e le sue energie nell’accettare la presidenza dell’Istituto, il quale cominciò ad ospitare i soldati che, nel furore spietato della seconda guerra mondiale, avevano perso la vista. Essi furono istruiti a svolgere attività lavorative compatibili con la loro grave mutilazione, continuando a sentirsi utili ed impararono l’uso dei telai e del tornio. Grazie al sistema Braille leggevano ed eseguivano disegni. ... Continua a leggere...
L’opera è una carrellata attraverso i secoli alla ricerca delle rappresentazioni che pittori e scultori di ogni tempo e di ogni luogo hanno dato del seno: il pianeta misterioso. Un percorso che merita di essere attraversato in lungo e in largo per un sottile piacere dello spirito. Si parte dalla Venere di Willendorf, risalente al paleolitico, per giungere alle fantasiose raffigurazioni degli artisti contemporanei. Sono rappresentati tutti i grandi e tutte le correnti figurative più famose, ma tanti sono i minori, che hanno saputo cogliere del seno aspetti singolari ed affascinanti nelle sue infinite sfaccettature: scoperto o maliziosamente velato, innocente o peccaminoso, pubblico e privato, disponibile e proibito, senza tener conto delle forme e dei gusti anatomici, che nel tempo hanno subito sostanziali variazioni. Un avventuroso viaggio di 168 pagine, corredate da oltre 200 foto a colori, nel quale l’autore ci accompagna, facendoci partecipe delle sue conoscenze e dell’infinito amore verso il più dolce degli attributi femminili.
2006 23x21 168 pagine 203 immagini a colori ISBN 978-88-8497-004-6 € 30,00
Per vicende spesso connesse ad eventi criminali, gli ultimi mesi hanno visto riesplodere il dibattito su Napoli come dimostra il fenomeno Gomorra di Roberto Saviano. Tuttavia, accanto a questa Napoli infelix, esiste ancora una Napoli felix che vuole essere presente sulle prime pagine, ma per motivi assolutamente diversi.
In questa direzione si muove La città verticale di Mario Prisco, un testo che si sofferma sulla rappresentazione della città data dagli scrittori a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento fino ai giorni nostri. Poco meno di un secolo e mezzo di storia letteraria ispezionati dall’autore con minuziosa attenzione senza perdere mai di vista l’obiettivo del suo studio che mira a racchiudere l’immagine registrata non solo dagli scrittori napoletani, ma anche da quelli provenienti da altre realtà italiane e straniere.
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Palazzo Zabarella di Padova, luogo ricco di storia e recentemente anche di incontri culturali, è sede in questi giorni e fino al 27 maggio di un evento importante: Giorgio de Chirico in mostra con cento opere di vari periodi, illustranti i multiformi volti dell’artista vissuto novanta anni.
Si offre l'opportunità al pubblico, già intenditore ed estimatore del sommo pittore italiano (fig. 0) del Novecento, di avvicinarsi ancora una volta al suo mistero, nel tentativo di carpirne il segreto.
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Notizie storiche sul borgo di Chiaia
Il vico Santa Maria a Cappella Vecchia, nei pressi di piazza dei Martiri, ci porta nel luogo dove, all’interno di una cavità naturale ai piedi della collina di Pizzofalcone, intorno al V secolo d. C. sorse una cappella dedicata alla Vergine, al posto, secondo un’antica tradizione, di un tempio dedicato a Serapide ed ancor prima dell’antro di Mitra. In seguito questa cappella fu trasformata nell’abbazia di Santa Maria a Cappella Vecchia, che divenne monastero di Basiliani dal 1134 fino al XV secolo, poi di Benedettini ed in seguito di Olivetani. Purtroppo l’ex chiesa è attualmente adibita a palestra, ma al suo interno sono ancora riconoscibili le strutture gotiche e le decorazioni barocche lungo la navata e nell’abside. ... Continua a leggere...
 Tra i tesori di Napoli un posto di rilievo è occupato dall’Arciconfraternita della Trinità dei Pellegrini, splendido esempio di fede, carità ed arte rimasto immutato dal Cinquecento ai nostri giorni. Situata nel cuore della Napoli antica, nella Pignasecca, svolge le sue funzioni con rinnovato vigore e rappresenta con le sue straordinarie opere d’arte, una meta tra le più importanti per gli appassionati di architettura, scultura e pittura. Nel Seicento a Napoli l’emergenza della povertà era grave quanto e più di oggi, soltanto che allora mancava l’intervento dello Stato e malati e derelitti potevano sperare unicamente sull’aiuto che nobili disinteressati ed animati da pietà cristiana portavano loro attraverso sodalizi, molti dei quali giunti fino ai nostri giorni, a testimoniare tangibilmente che il problema è rimasto sostanzialmente immutato. L’Arciconfraternita fu fondata da sei artigiani nel 1578 e nello statuto ci si ispirava ai nuovi principi caritatevoli promulgati da San Filippo Neri, il quale nel 1548 aveva fondato a Roma la Confraternita dei pellegrini e dei convalescenti. Alla missione caritatevole verso i diseredati si associava una profonda fraternitas tra i membri del sodalizio, che si completava con il rito estremo della sepoltura.... Continua a leggere...
Un viaggio tra i rifiuti della Campania di Dante Caporali
L'ultimo libro-inchiesta di Achille della Ragione, presente tra pochi giorni nelle edicole e nelle principali librerie, ha un titolo quanto mai significativo: Monnezza. Viaggio nella spazzatura campana, cioè è un'indagine a tutto campo nel complesso mondo, ai più sconosciuto, dei rifiuti della nostra amata Regione. In verità l'autore è stato dibattuto fino all'ultimo tra questo titolo ed un altro "Rifiuti, politica, criminalità", ma credo che quello scelto alla fine rispecchi meglio il senso di questo reportage, perchè quella parola secca in dialetto, ma ormai conosciutissima a livello nazionale ed oltre, più di ogni altra caratterizza tutto ciò che ruota attorno a questo argomento, accomunandone i vari aspetti in un unico, emblematico vocabolo. Come segnalato nella prefazione, questo viaggio è stato in parte ispirato dalla recente opera prima di Roberto Saviano Gomorra, in particolare dall'ultimo capitolo sullo smaltimento dei rifiuti tossici in Campania.... Continua a leggere...
Al Salone dell’antiquariato di Napoli è esposto un dipinto di Alessandro D’Anna che raffigura una festa di  Carnevale del 1774 con sfilata di carri a Largo di Palazzo, l’attuale piazza del Plebiscito. La tela, di altissima qualità, si affianca ad una simile conservata al museo di San Martino e costituisce un lampante documento visivo di una festa mitica che a Napoli per secoli ha costituito una eccezionale attrazione. Nel quadro si affollano carri e cavalli bardati diligentemente in fila, uomini impettiti nelle loro uniformi sgargianti, legioni di Pulcinella danzatori, cappelli impiumati in una fantasmagorica gara di eleganza, mentre il pubblico applaude gaudente. Attraverso piccole pennellate pregne di sostanza cromatica l’artista ci racconta una delle più esaltanti feste europee, una manifestazione viva e palpitante della cultura napoletana dell’epoca.... Continua a leggere...
Al museo archeologico di Napoli é in corso fino al 27 febbraio una mostra pregevole per il tentativo di dare una spiegazione al fascino del mistero dell'antico Egitto, responsabile della penetrazione nella nostra terra, per esempio, di una tradizione religiosa che soppiantò i culti locali.
Il titolo della mostra è "Egittomania", un nome che vuole evidenziare i momenti di contatto, ma soprattutto, di assimilazione di elementi appartenenti alla millenaria civiltà subito dopo la conquista dell'Egitto, prima ad opera dei Greci e poi dei Romani.
All'ingresso della mostra c'è un superbo allestimento di reperti provenienti dall'Iseo di Benevento. Al centro campeggia una statua di Domiziano nelle vesti di un divino faraone. Mentre intorno non meno importanti ci sono divinità animali, rappresentazioni di Iside ecc.... Continua a leggere...
 La sua preziosa opera per Napoli ed il suo amore verso la città è talmente smisurato da porla su di un piedistallo idealmente più alto di tutti gli altri napoletani da ricordare. La baronessa Barracco, l’ultima vera regina di Napoli, negli anni Novanta con l’iniziativa, patrocinata dalla sua fondazione Napoli ’99, di Monumenti Porte Aperte ha fornito alla nostra città uno scossone culturale prodigioso e necessario. Da allora tutti i napoletani, riappropriandosi dei monumenti negati della propria città, hanno riacquistato una «memoria storica» del proprio glorioso passato senza la quale una civiltà è destinata lentamente a decadere e a scomparire. L’eredità culturale ed artistica ha sempre rappresentato per la Napoli il motivo più forte di attrazione turistica e di studio, il suggello più inconfondibile di una straordinaria dimensione storica. Una città d’arte deve però essere conosciuta principalmente dai suoi abitanti, i quali devono vivere quei monumenti e quei palazzi storici che conservano intatti i segni vitali della sua storia e della sua civiltà. L’iniziativa, fortemente voluta dalla dottoressa Barracco, ha perseguito questo obiettivo, che è stato ampiamente realizzato ed in tal modo si sono potute intravedere con chiarezza le grandi possibilità di sviluppo che la città di Napoli potrà avere grazie alla sua cultura, al suo patrimonio storico-artistico ed alla sua straordinaria ricchezza monumentale.... Continua a leggere...
Napoli - dal 27 ottobre 2006 al 30 gennaio 2007 Campi Flegrei: tra mito e realta'.
Saranno esposte circa cento opere, provenienti da musei italiani ed europei e da collezioni private: dipinti, acquerelli, disegni, gouaches e, anche, preziosi esemplari cartografici, dal XVI al XIX secolo.
prezzo biglietti: Intero: 7,00 Euro Ridotto: 3,50 Euro Ridotto Gruppi: 5,00 Euro (min. 20 persone - max 30 persone) + 25,00 Euro di prenotazione obbligatoria vernissage: 27 ottobre 2006. editore: ELECTA NAPOLI ufficio stampa: CIVITA autori: Philipp Hackert, Joseph Vernet, Jacques Volaire, Michael Wutky telefono evento: 848800288 genere: arte antica, collettiva, arte moderna
Presso il Palazzo Reale di Milano si sta svolgendo una delle più interessanti mostre dell’anno su di una artista Tamara Gorska, in arte de Lempicka, dal cognome del primo marito, polacca, che fu donna famosa per la sua vita mondana, oltre che per l’abilità del suo pennello.  Fu conosciuta per la sua eccentricità portata agli estremi e per il mirabile connubio di bellezza e perversione. Durante la rivoluzione d’ottobre si trasferì col marito a Parigi dove visse una vita ribelle e dispendiosa, tra lussi e legami affettivi disinibiti sia maschili che femminili. Si dedicò alla pittura sotto la guida di Maurice Denis ed amò l’uso di colori brillanti e caldi dopo aver praticato il disegno con un tocco raffinato ed elegante. Da Andrè Lothe, un originale cubista, derivò il gusto per la scomposizione dei volumi. Ritrasse personaggi dell’alta società in ambienti lussuosi e tra questi lei stessa in un celebre autoritratto, che fece da copertina alla più diffusa rivista tedesca, mentre è al volante di un’automobile da sogno, una Bugatti verde, bella, fascinosa, ricca ed annoiata, dallo sguardo assente ed impenetrabile.... Continua a leggere...
Scì ... scì ... piazza dei Martiri recitava il ritornello della famosa canzone scritta da Fulvio Rendine negli anni Cinquanta e portata al successo dalle indimenticabili voci di due «ragazzi»: Aurelio Fierro e Roberto Murolo; a lungo incontrastato regno dei gagà partenopei, oggi territorio preferito da supergriffati e borchiate, rappresenta ancora, nonostante il degrado generalizzato, il salotto buono della città, dove pulsano boutique e negozi delle più famose maison del mondo e dove passeggiare è un rito con regole e consuetudini da iniziati. Via Chiaia, piazza dei Martiri, via Calabritto, piazza Vittoria costituiscono un percorso caro allo struscio ed alle «vasche» degli antichi nobili napoletani, che in materia di savoir vivre non hanno avuto chi li superasse. Nel cuore del salotto si giunge da piazza Trieste e Trento lungo via Chiaia, ricca di negozi importanti e di palazzi nobiliari.Questa breve quanto elegante strada ha origini antichissime, derivando il nome da «chiaja», ferita o spaccatura ed il suo tracciato da un canalone naturale scavato dalle acque che scorrevano tra la collinetta di Pizzofalcone, sede di un’antica acropoli e la dirimpettaia collinetta delle Mortelle, per lungo tempo straripante di giardini lussureggianti.... Continua a leggere...
L’archidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, ricca di antiche chiese pregne di gloria e memorie storiche, possiede il maggior numero al mondo di parrocchie estaurite , un termine che cerchereste invano sul vocabolario e che identifica un raro privilegio: la possibilità di elezione diretta da parte del popolo, una rara eccezione democratica in un mondo monolita e monarchico come quello della Chiesa. Su ventuno parrocchie in tutta la Cristianità, che posseggono tale prerogativa, ben sette si ritrovano in questa splendida costiera, benedetta dalla natura ed abitata sin dall’inizio dei secoli da una popolazione geneticamente democratica. Apprendiamo una simile notizia da una delle guide stampate da Nicola Longobardi, un benemerito editore a cui si deve la quasi totalità di ciò che è stato pubblicato, in questi ultimi tempi, su questi luoghi ameni. ...
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19/05/2012 @ 18.58.21
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